NMSC (non melanoma skincancer)

Trattamento Chirurgico

BCC

Descritto da Jacob nel 1824, costituisce il 70% dei tumori maligni della cute ed è la neoplasia più frequente nell’uomo.

In base alle varie aree geografiche, si ha un incidenza tra 125 e 900 di casi ogni 100.000.

BCC/SCC 5:1.  Il rapporto uomo/donna è 2:1.

L’esposizione alla luce UVB è un fattore di rischio importante soprattutto durante l’infanzia, l’adolescenza e se intensa e occasionale.

  • Il 20% dei BCC riguarda i pazienti meno di 50 anni.
  • Il 50% dei pazienti con BCC è destinato a svilupparne un altro entro 5 anni.

Il BCC origina dai cheratinocidi basali dell’epidermide, dai follicoli piliferi.

Il termine carcinoma viene riferito alla crescita tumorale con distruzione tissutale locale e presenza di uno stroma circostante che rende la neoplasia virtualmente incapace di metastatizzare per via sanguigna o linfatica.

Carcinomi intraepidermici

Morbo bowen

Morbo Bowen

Lesione eritematosa-squamosa(crostosa) e peculiare quadro citoistopatologico di neoplasia intradermica.

Morbo di Paget

Morbo di Paget

Affezione cronica localizzata al capezzolo: chiazza unica eritematosa, rosso viva, a limiti netti, ricoperta di squamo croste, la superficie è umida e sanguinante. Evolve con lesioni erosive infiltrate. Spesso è associato un ka mammario.

SCC

Percival Pott pubblicò, nel 1775, l’incidenza di neoformazione necrotica ulcerata nello scroto degli spazzacamini.

E’ il primo esempio scientifico di carcinogenesi chimica.

SCC è una proliferazione di cheratinociti maligni che ha oltrepassato la membrana basale dell’ epidermide.

Il quadro istologico è caratterizzato da cellule malpighiane irregolari con livelli variabili di maturazione cornea.

Il carcinoma squamocellulare SCC si manifesta  da forme iniziali (papula o placca indurita con superficie liscia o ipercheratosica, spesso con ulcerazione centrale e frequente sanguinamento), a forme invasive.

Spesso nello stesso paziente sono presenti, nello stesso tempo, diversi stadi evolutivi del SCC.

Il SCC ha rapida tendenza aggressiva ed infiltrativa con metastatizzazione soprattutto per via linfatica nei linfonodi tributari, più precoce nelle forme istologicamente indifferenziate.

Le regioni fotoesposte sono colpite, ma anche genitali maschili e femminili, regione perianale, bocca e lingua possono essere interessate.

Il SCC raramente insorge su cute sana, si diffonde mediante infiltrazione ed espansione locale, ed in tal processo può seguire il decorso di piani tissutali e di condotti come vasi e nervi.

5%  si verificano metastasi mediante disseminazione ematogena.

I SCC > 2 cm possono dare metastasi 3 volte piu’ elevate.

Il rischio di metastasi è > 40%  

  1. labbra
  2. orecchie
  3. lupus
  4. radiodermiti
  5. immunodepressi
  6. fuumatori

SCC – Forme Cliniche

La morfologia è condizionata dalla sede anatomica.

  • SCC cancroide in sede cutanea-mucosa.
  • SCC cornoide.
  • Vegetante o papillomatoso(ustioni,lupus) .
  • Nodulo-ulcerativo.

Il ridimensionamento delle strutture ospedaliere non ha risparmiato i reparti di dermatologia.

Le strutture ASL periferiche, spesso, non riescono a erogare prestazioni specialistiche in tempi adeguati, rispetto alle esigenze dei pazienti.

La struttura privata deve garantire che, nell’ambiente in cui si opera, per la propria ed altrui sicurezza, sia rispettata la legislazione vigente.

Sono prioritari: accessibilità, requisiti strutturali e tecnologici dello studio. 

Requisiti strutturali

  • Accessibilità

Gli ambulatori, presso i quali si effettuano interventi chirurgici, devono curare la loro collocazione quanto più prossima al piano terra per consentire un facile accesso a pazienti e ad eventuali mezzi di soccorso.

  • Dotazione minima di ambienti:

La struttura deve prevedere la presenza di:

  1. Sala di attesa;
  2. Servizi igienici per il pubblico ed il personale;
  3. Spazio archivio;
  4. Locale visita ed ambulatorio;
  5. Locale assistenza postoperatoria;
  6. Deposito materiale pulito;
  7. Deposito materiale sporco.
  • Locale ambulatorio
  1. Superfice minima 16 m2;
  2. Pavimenti lavabili e disinfettabili;
  3. Locale ambulatorio con pareti rivestite con materiale impermeabile, lavabile e disinfettabile fino all’altezza di 2 metri.

In fase pre e postoperatoria bisogna assicurare:

  • Il supporto al paziente vIdentificazione e l’illuminazione delle zone anatomiche;
  • La sorveglianza continua dei parametri fisiologici ed i mezzi per assicurare il loro mantenimento o recupero.

Requisiti Tecnologici

  • Dotazione minima per pronto soccorso medico chirurgico
  1. Defibrillatore;
  2. Armadio farmaci, medicazioni, strumentario;
  3. Letto operatorio elettrico;
  4. Fonte di illuminazione (lampada scialitica);
  5. Carrello servitore.
  6. Sterilizzatore (autoclave, forno);
  7. Elettrocoagulatore;
  8. Laser;
  9. Azoto liquido (in bombole e spray);
  10. Strumentario  chirurgico (lame, pinze, forbici, divaricatori, porta aghi);
  11. Dermoscopio digitale e manuale;
  12. Ecografo.
  13. Materiali di sutura (plurifilamento, monofilamento);
  14. Farmaci: anestetici (lidocaina), cortisonici, adrenalina;
  15. Macchina fotografica;
  16. Videocamera;
  17. Frigorifero ;
  18. Ambu

Collaborazioni

  • INFERMIERI;
  • MEDICI  del territorio, per eseguire gli accertamenti diagnostici necessari all’esecuzione dell’intervento, in concomitanza con quelli di routine, ottenendo un risparmio sulla spesa sanitaria;
  • COLLABORATORI  INFORMATICI;
  • STRUTTURE OSPEDALIERE, per interventi più a rischio, per le condizioni generali del paziente che sarà operato in day service. Alle dimissioni sarà inviato alla struttura per controlli sino alla guarigione chirurgica;

In una relazione destinata al medico curante, consegnata al paziente verranno riportati gli elementi del registro ambulatoriale unitamente ai consigli terapeutici proposti

Condizioni necessarie per pazienti da sottoporre ad interventi chirurgici

  • Eseguire esami ematologici;
  • Escludere  precedenti allergici, o sospetti tali, nei confronti di anestetici locali senza o con epinefrina ed effettuare eventuali preventivi saggi di tolleranza;
  • Escludere la presenza di pace-maker (sconsigliato l’uso di diatermocoagulatore);
  • Accertare terapie in corso con particolare riguardo agli antiaggreganti;
  • Accertare se il paziente presenta una delle seguenti affezioni: diabete, ipertensione grave e cardiopatie gravi, crisi comiziali, frequenti lipotimie, altri disturbi neurologici, malattie che inducano alterata coagulazione del sangue;
  • Segnalare eventuali positività HIV, HBsAg, VDRL, TPHA;
  • Tutte le condizioni sopraelencate devono essere documentate;
  • Provvedere ad eventuale depilazione prima di intervenire su lesioni localizzate in zona cutanee pelose;
  • Informare i pazienti di non mangiare almeno due ore prima dell’intervento;
  • Provvedere a documentare, con immagini e/o video la lesione clinica, se necessario;
  • Informare il paziente sull’intervento che deve subire, sulle possibili complicazioni ed ottenere il suo consenso a procedere (consenso informato).

Interventi, di natura non neoplastica, effettuabili in chirurgia ambulatoriale

  • Fibromi cutanei;
  • Verruche volgari e condilomi;
  • Cisti sebacee;
  • Lipomi;
  • Corpi estranei;
  • Dicheratosi seborroiche;
  • Biopsie cutanee;
  • Angiomi cutanei;
  • Xantelasmi;
  • Unghie incarnite;
  • Frenulectomia.

 Opzioni terapeutiche

  • Laser;
  • Radio bisturi;
  • Azoto liquido;
  • Terapia fotodinamica;
  • Chirurgia.

Le linee guida e l’esperienza professionale risolvono in modo sicuro molte patologie.

Le manifestazioni cutanee clinicamente diagnosticate neoplastiche o fortemente sospette hanno come prima opzione la chirurgia.

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